29 aprile 2009 – TALK-SHOW Agrilinea “La sicurezza alimentare parte dal campo”

aprile 29, 2009
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In diretta da Siena: “La peronospora nei vigneti italiani”

febbraio 5, 2009
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Di seguito pubblichiamo una sintesi di alcuni interventi, aggiornati in diretta.

Renzo Angelini, Bayer CropScience. «Una normativa europea porterà un’ulteriore riduzione di sostanze utilizzate per gli agrofarmaci: da 1300 passeranno a 200. Questo comporterà  una forte difficoltà per la difesa delle colture nel futuro. Nei prossimi anni Bayer presenterà 10 nuove molecole e nel primo semestre di quest’anno saranno presentati 6 nuovi nostri prodotti. L’obiettivo di Bayer è quello di dare all’agricoltura possibilità di competitività economica. Se possiamo investire il 10% del nostro fatturato in ricerca è merito degli agricoltori. Siamo molto preoccupati per il futuro della viticoltura italiana ed europea. Attraverso la comunicazione vogliamo avvicinare alla realtà, spesso infatti si ha solo una percezione dell’agricoltura. La chimica è indispensabile per il sostentamento della popolazione mondiale. Dobbiamo allora mettere la ricerca al centro del futuro. Bayer è una multinazionale che non ha solo finalità economiche, ha anche un codice etico: preoccuparsi anche della comunità del Paese in cui opera».
Attilio Scienza, Università di Milano. «Abbiamo di fronte la prospettiva della riduzione drastica degli agrofarmaci in agricoltura. La vite non è il settore più danneggiato, ma la difesa sarà più difficile. C’è sfiducia nei confronti della scienza e si pensa soprattutto agli aspetti negativi. I trattamenti antiparassitari sono necessari? Se si vuole fare della qualità a prezzi ragionevoli non si può rinunciare a questi trattamenti. La ricerca sta percorrendo diverse strade, fra cui uno studio sul dna della vite e quella di inventare un prodotto che riesca a far reagire la pianta contro il fungo. E poi il miglioramento delle tecniche di distribuzione che consentono di risparmiare il 50% del prodotto, e macchine che riescono a valutare il rischio della malattia e a intervenire di conseguenza. Le scelte biodinamiche sono un grande azzardo nella vita di un’azienda o di un viticolture. Abbiamo una faglia che interrompe il cammino del nostro vino dall’agricoltore al consumatore, rappresentato dall’incomunicabilità».

Agostino Brunelli, Università di Bologna. «Nonostante l’ampia disponibilità di molecole disponibili oggi, c’è uno spostamento verso un ritorno all’approccio di tipo preventivo che è quello che meglio risponde alle esigenze. Negli ultimi anni l’andamento della peronospora è molto altalenante. Abbiamo la possibilità di scegliere da un’ampia gamma di prodotti. Il ’95 è stato uno spartiacque in questo senso: negli anni ’80 avevamo un certo  modello di fungicidi, mentre dalla fine del decennio scorso c’è stata una cascata di nuovi arrivi di molecole che hanno completato il quadro di prodotti moderni».

Mauro D’Arcangelo, CRA-Unità di ricerca per la viticoltura, Arezzo. «Negli anni osserviamo che in Toscana le densità medie d’impianto utilizzate è aumentata. Da vigneti con 2.500 piante siamo passati a 5mila piante. Questa evoluzione mostra che la viticoltura è cambiata e dovrà adeguarsi anche la difesa. Il microclima che si viene a creare in questi vigneti sono ben diversi e la stessa base di attacco del patogeno è diversa. C’è dunque un aumento della superficie fogliare esposta. In Toscana l’ampleografia è soprattutto a bassa rossa, soprattutto Sangiovese».
Domenico D’Ascenzo, ARSSA Regione Abruzzo.«Anche l’Italia centrale viene colpita dalla peronospora. Nell’ultimo decennio la malattia è comparsa in modo acuto 4-5 volte. Negli ultimi anni abbiamo avuto delle primavere molto piovose, mentre a partire da giugno il clima migliora e la temperatura si alza. E’ importante operare bene nel primo periodo di vegetazione della vite. Fondamentale è dunque la difesa effettuata che va dal germogliante alla post-fioritura. Importanti gli interventi preventivi, le previsioni del tempo oggi sono affidabili. Ci sono dunque delle condizioni per iniziare degli interventi là dove sono necessari, valutando il reale rischio della malattia. Le infezioni primarie sono spesso non dannose, ma è molto difficile rincorrere l’infezione, recuperare la sanità di un vigneto malato è molto spesso arduo per l’agricoltore. Vuol dire fare interventi più complicati, con un aumento dei costi non solo dal punto di vista economico ma ambientale. È necessario che il tecnico capisca a fondo le caratteristiche delle molecole, è necessario conoscere molto bene la chimica del prodotto per saperlo usare».
Egon Egger, fitopatologo. «La disponibilità di nuovi prodotti presuppone approfonditi studi sulle loro caratteristiche. Il problema è vedere dove organizzare queste prove. L’Italia è costituita da un’infinità di micro-ambienti diversi. La Toscana, considerata una regione a basso rischio di peronospora, per quanto riguarda la piovosità andiamo da 2mila millimetri a 400mila millimetri. Nella costa tirrenica abbiamo delle condizioni uguali a quelli della Sicilia. Le condizioni del terreno presuppongono tecniche culturali particolari. Nei vitigni italiani sono coltivati oltre 300 varietà con caratteristiche proprie. L’ecosistema è differenziato per quanto riguarda i parassiti stessi. I risultati di questi studi permettono la messa a punto di una strategia di difesa efficace, semplice  a garanzia della protezione dell’operatore, ambiente e consumatore. Anche da queste prove, realizzate in diversi ambienti, nonostante tutte queste caratteristiche la conclusione è sempre la stessa: al contrario di quello che abbiamo fatto fino a poco tempo, la difesa fa deve essere impostato preventivamente. Quello che abbiamo fatto in maggio si ripercuoterà su tutta la campagna. Tenendo conto delle condizioni meteorologiche abbiamo tutte le possibilità per impostare la difesa».
Roberto Piombo, Bayer CropScience. «Abbiamo realizzato più di 500 prove con “R6 Albis”. Il 2007 e 2008 sono stati anni caratterizzati da grande pressione peronosporica, oltre 50 prove effettuata da enti di ricerca, università, etc. Tutte queste prove vanno a confermare la strategia che proponiamo: applicazioni di “R6 Albis”a 2,5-3 chili ettaro, trattamenti ogni 14 giorni. Si è dimostrato selettivo su tutte le varietà dimostrate, non va a interferire con la maturazione delle uve, con i processi di vinificazione e con le caratteristiche organolettiche dei vini. Nessun problema dal punto di vista dell’esportabilità. Caratteristiche del prodotto: nuovo meccanismo d’azione, nessuna resistenza incrociata con gli altri prodotti presenti sul mercato, doppia componente sistemica, ottima resistenza al dilavamento, lunga durata di azione, ottima protezione sia del grappolo che delle foglie, stimolazione delle difese naturali, assenza di prodotti di contatto tradizionali nella formulazione e classificazione tossicologica favorevole».

In diretta con gli agricoltori

gennaio 12, 2009
Sauro Angelini, Direttore AgrilineaNews

Sauro Angelini, Direttore AgrilineaNews

Cari amici di Agrilinea,

Come avete potuto vedere la nostra tv è sempre più attiva sul Web e la volontà di offrire una sempre più completa informazione sull’agroalimentare e di far partecipare attivamente il pubblico anche su internet ci ha portato, in una naturale continuazione del nostro servizio per voi, a mettere a disposizione questo Blog dedicato all’agroalimentare dal campo allo scaffale .

Ci confronteremo sui temi di attualità che di volta in volta pubblicheremo attraverso la tv e in streaming video sul nostro portale www.agrilinea.tv

A presto!

Sentiti saluti, Sauro Angelini

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